Luigi Ferraris: il focus della Frankfurter Allgemeine Zeitung su Terna

"L’Italia sta diventando un polo per l’energia elettrica": l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris ne parla sulla "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Nell’edizione del 16 maggio, il quotidiano tedesco spiega come il gruppo si stia impegnando nel portare in […]

Luigi Ferraris: il punto sui progetti di Terna per la rete elettrica di Venezia

Non conosce sosta l’impegno di Terna in Veneto. Lo scorso 21 febbraio l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris ha incontrato il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: un’occasione per fare il punto sugli interventi relativi alla rete cittadina, previsti nell’accordo […]

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: Terna, dal triterminale al SACOI, previsti 12 miliardi di investimenti

Terna, la società italiana della rete elettrica amministrata da Luigi Ferraris, ha trasmesso la propria proposta di piano decennale 2019 al Ministero dello Sviluppo Economico. Una proposta in linea con quanto già delineato lo scorso anno dall’operatore, che prevede importanti […]

Luigi Ferraris, ad Terna

Luigi Ferraris: Terna insieme a Regione Veneto per sostenere il territorio

"Percorrere la strada della sinergia di risorse, idee, volontà e di uomini che vogliono costruire un futuro migliore" per portare innovazione a una "collettività ampia e desiderosa di riscatto". È nelle parole dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi […]

Luca Valerio Camerano

Luca Valerio Camerano: A2A vara il piano green

Dopo l’Ori Martin, la società amministrata da Luca Valerio Camerano punta su nuovi progetti green In A2A non hanno mai avuto dubbi: oggi come oggi il termo-valorizzatore resta «un pilastro dell’economia circolare», come lo ha definito l’Ad del gruppo Luca […]

 

F2i-Egp, nasce il leader del fotovoltaico

Enel Green Power e F2i sarebbero a un passo dal siglare il maxi accordo nel fotovoltaico sul quale stanno lavorando da qualche tempo. A quanto si apprende le trattative sarebbero in fase particolarmente avanzata e, chi segue da vicino la maxi operazione, si spinge ad ipotizzare che l’intesa possa vedere ufficialmente la luce nella prime settimane di settembre. Sul tavolo c’è il progetto per creare un soggetto unico, con ambizioni da aggregatore, nel comparto dell’energia solare in Italia. Recentemente, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il ceo di Egp, Francesco Venturini, ha commentato cosi le indiscrezioni sul piano: “Non posso negare che stiamo parlando con F2i. Se si conclude, e penso che concluderemo, sara’ entro quest’anno”. Read more »

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Luigi Ferraris: il focus della Frankfurter Allgemeine Zeitung su Terna

"L’Italia sta diventando un polo per l’energia elettrica": l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris ne parla sulla "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Nell’edizione del 16 maggio, il quotidiano tedesco spiega come il gruppo si stia impegnando nel portare in Europa l’energia solare proveniente dal Sahara. Un obiettivo, come si legge, che si può raggiungere in otto o nove anni grazie al collegamento sottomarino tra Tunisia e Italia: un progetto del valore di 600 milioni di euro, da realizzare entro il 2027 o 2028, che connetterà direttamente il Nordafrica con l’Europa Centrale. Infatti, per quanto oggi esista già un collegamento tra Marocco e Spagna, le linee elettriche aeree dalla Spagna alla Francia non risultano particolarmente sviluppate. Si lavorerà inoltre per potenziare i collegamenti transfrontalieri: venticinque valichi di frontiera a cui se ne aggiungono altri cinque in direzione di Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Montenegro. L’ottica, evidenziata dall’AD e DG di Terna, è di espanderli per far sì che in futuro le fluttuazioni nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili siano bilanciate anche tra i Paesi europei. Ma in merito a un eventuale trasporto diretto e veloce di elettricità dal Sahara all’Europa Centrale, Luigi Ferraris precisa che "al momento non ci sono collegamenti elettrici diretti paragonabili ai treni ad alta velocità" poiché l’energia elettrica può essere trasportata solo su lunghe distanze in più tappe, con fermate intermedie e accumulatori di energia. L’AD e DG di Terna auspica quindi la costruzione di ulteriori strutture di stoccaggio temporaneo, per giorni con troppo o troppo poco vento per i generatori eolici o per i periodi in cui scarseggia l’energia del sole. Per l’area dell’Italia montana dovrebbero invece essere installate stazioni di pompaggio, capaci di pompare nuovamente l’acqua verso la montagna in tempi di bassa richiesta di energia elettrica. Sarebbero necessari inoltre nuovi serbatoi in quelle zone dove si registra la scomparsa dei ghiacciai. Luigi Ferraris osserva inoltre come le centrali elettriche indipendenti dal sole e dal vento siano ancora necessarie, poiché la produzione di energia elettrica da tali fonti può diminuire drasticamente in un breve periodo di tempo. Nell’articolo della "Frankfurter Allgemeine Zeitung" si fa notare anche come in Germania il problema sia quello di trasportare l’energia eolica dal Nord all’industria del Sud, mentre in Italia la situazione è all’opposto: portare l’elettricità proveniente dal sole e dal vento dal Sud all’industria del Nord. E Terna ha destinato una parte consistente dei 6.8 miliardi di euro di investimenti inclusi nel Piano Strategico 2019-2023 su gasdotti posati nel sottosuolo o sulle coste marittime. "In questo caso i costi aumentano da tre a cinque volte, ma si tratta di una scelta che ci permette di completare i progetti più rapidamente" evidenzia l’AD e DG di Terna Luigi Ferraris, fiducioso che in futuro le centrali a energia rinnovabile saranno costruite nelle vicinanze di centrali a carbone dismesse e non più in aree rurali: da quegli impianti partono già buone linee elettriche.

Per maggiori informazioni:
http://download.terna.it/terna/0000/1209/01.PNG

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Luigi Ferraris: il punto sui progetti di Terna per la rete elettrica di Venezia

Non conosce sosta l’impegno di Terna in Veneto. Lo scorso 21 febbraio l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris ha incontrato il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: un’occasione per fare il punto sugli interventi relativi alla rete cittadina, previsti nell’accordo di Programma sottoscritto lo scorso gennaio con Regione Veneto nell’ottica di ottimizzare efficienza e sostenibilità della rete elettrica del territorio.
Siamo molto soddisfatti di poter condividere oggi, con il Sindaco Brugnaro, i risultati del proficuo percorso di collaborazione avviato con il Comune di Venezia” ha detto in merito Luigi Ferraris. Il gruppo sta operando nell’area della città con l’obiettivo di incrementare l’efficientamento delle infrastrutture elettriche. Nel dettaglio, entro il mese di marzo partiranno i lavori di demolizione dell’elettrodotto aereo Fusina 2 – Sacca Fisola: in totale 6,5 Km e 24 sostegni elettrici eliminati, collocati attualmente in gran parte nell’area lagunare. Un intervento reso possibile anche per l’entrata in esercizio delle linee in cavo 132 kV C.P. Sacca Serenella – C.P. Cavallino e Fusina 2 – C.P. Sacca Fisola, necessarie per garantire maggiore efficienza e sicurezza della rete elettrica nella Laguna di Venezia. Il gruppo guidato da Luigi Ferraris ha inoltre avviato i lavori propedeutici alla demolizione di un tratto della linea Villabona – Fusina 2 nella parte interferente con il Vallone Moranzani: non appena sarà conclusa la rimozione dei conduttori elettrici si potrà far partire lo smantellamento di circa 2 Km di elettrodotti e di nove sostegni. Lo stesso intervento prevede inoltre la demolizione di ulteriori 3,6 Km di linee per un totale di 15 tralicci che interessano l’abitato di Malcontenta e l’area del porto Venice Ro – Ro. Progetti di demolizione importanti, come li definisce l’AD di Terna, che “aumenteranno la sostenibilità della rete elettrica locale e che si inseriscono appieno nel percorso tracciato dall’Accordo di Programma firmato con la Regione del Veneto lo scorso gennaio“.
Luigi Ferraris sottolinea infine come questi progressi permettano al gruppo di guardare con ottimismo alle prossime sfide. L’AD e DG di Terna cita in particolare “il progetto di razionalizzazione tra Venezia e Padova, fondamentale non solo per l’area di Venezia ma per tutto il sistema elettrico regionale“.

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Luigi Ferraris: Terna, dal triterminale al SACOI, previsti 12 miliardi di investimenti

Luigi Ferraris

Terna, la società italiana della rete elettrica amministrata da Luigi Ferraris, ha trasmesso la propria proposta di piano decennale 2019 al Ministero dello Sviluppo Economico. Una proposta in linea con quanto già delineato lo scorso anno dall’operatore, che prevede importanti interventi infrastrutturali, per un valore complessivo delle opere stimato intorno ai 12 miliardi di euro.
Il Gruppo Guidato da Luigi Ferraris sarà impegnato, in particolare, su tre opere principali: 1) il “triterminale” che collegherà le due Grandi Isole e la Penisola italiana, per un investimento stimato di circa 2,6 miliardi, con l’avvio dei cantieri previsto nel 2025; 2) il cavo sottomarino lungo la dorsale adriatica, per il quale si prevede un investimento di circa 1,1 miliardi e che rappresenta, anche secondo quanto osservato dall’ARERA (Authority di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), un esempio all’avanguardia rispetto alle best practice europee, con oltre il 92% degli investimenti programmati sottoposti ad analisi costi-benefici; 3) Il SACOI 3, ovvero il potenziamento e ammodernamento del vecchio SACOI 2, linea che collega Sardegna, Corsica e Continente, con investimenti complessivi sostenuti da Terna insieme a Edf per circa 660 milioni.

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Luigi Ferraris: Terna insieme a Regione Veneto per sostenere il territorio

Luigi Ferraris, ad Terna

"Percorrere la strada della sinergia di risorse, idee, volontà e di uomini che vogliono costruire un futuro migliore" per portare innovazione a una "collettività ampia e desiderosa di riscatto". È nelle parole dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris il valore dell’accordo sottoscritto lo scorso 21 gennaio a Palazzo Balbi a Venezia con Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto.

Investimenti nei prossimi dieci anni per più di 900 milioni di euro, finalizzati alla realizzazione di numerosi interventi che, oltre a incentivare lo sviluppo sostenibile del territorio, puntano al rilancio economico e sociale delle aree colpite dai violenti eventi atmosferici del novembre 2018 tramite la ricostruzione e il miglioramento delle infrastrutture elettriche regionali.
Ed è proprio in merito al maltempo che Luigi Ferraris ha voluto particolarmente sottolineare come sia importante fare investimenti, portare innovazione e sostenere il territorio. "Il pacchetto di interventi è il frutto di un approccio di dialogo con il territorio che rappresenta oggi, insieme alla sostenibilità delle opere e all’attenzione per l’ambiente e per i territori, un valore imprescindibile nella strategia di Terna" ha spiegato l’AD. Tra questi il progetto per l’interramento della rete elettrica Dolo-Camin che vale più di 400 milioni di euro, che "sarà prima condiviso col territorio e poi presentato in autorizzazione nei prossimi mesi": d’altronde "è stata proprio l’azione di ascolto da parte di Terna delle istanze del territorio a spingere i nostri sforzi oltre gli studi consolidati e tradizionali, nel verso dell’innovazione e della sperimentazione".

Il piano di interventi si inserisce nell’ambito dell’ammodernamento della rete elettrica nazionale a favore della transizione energetica regionale: innovazione tecnologica, efficienza, sicurezza sono le parole chiave. Senza dimenticare la sostenibilità, valore irrinunciabile nelle scelte strategiche del gruppo. È prevista infatti la creazione di "corridoi verdi", ambienti ecologici collocati lungo i tracciati delle linee elettriche per minimizzare i rischi di impatto. Ma Terna non si ferma qui: nell’ambito delle attività di sviluppo delle competenze tecniche specifiche nel territorio, Luigi Ferraris ha annunciato l’intenzione di voler "creare centri di eccellenza in Veneto per la valorizzazione dei nostri giovani". Il gruppo è deciso anche a stipulare accordi con le Università per la Ricerca e lo Sviluppo nel settore elettrico delle nuove tecnologie per promuovere la realizzazione di "analisi e studi dei materiali, anche attraverso tesi ed elaborati di laurea da parte di studenti e dottorandi di ricerca", favorendo inoltre esperienze di coworking, in spazi di lavoro condivisi messi a disposizione da Terna.

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F2i punta sulle reti, anche nelle telecomunicazioni: l’intervista dell’AD Renato Ravanelli al Corriere

Vogliamo creare il primo operatore italiano indipendente e leader nelle infrastrutture per il digitale terrestre e le telecomunicazioni, un settore strategico per l’Italia”: F2i SGR torna a puntare sulle telecomunicazioni, come annuncia l’Amministratore Delegato Renato Ravanelli in un’intervista al Corriere della Sera. Dopo gli aeroporti, la rete gas, le infrastrutture tecnologiche, le autostrade, il servizio idrico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, il Gruppo ha annunciato a metà luglio un’Opa da 1,6 miliardi di euro su EI Towers, attiva dal 27 agosto al 5 ottobre: F2i era già entrata nelle telecomunicazioni con la piattaforma IRIDEOS, dedicata ai servizi a banda larga e di data center alle imprese.

Illustrando al Corriere i piani per il settore infrastrutture, l’AD ha sottolineato come l’operazione EI Towers sia diversa: “Se l’Opa andrà a buon fine, Mediaset cederà il controllo delle torri Ei Towers a F2i che gestirà l’infrastruttura con criteri di mercato e indipendenza: in Ei Towers noi avremo il 60% mentre Mediaset il 40%, passando da azionista di controllo a secondo azionista”. L’obiettivo è il delisting di EI Towers, per garantire la semplificazione degli assetti proprietari e maggior flessibilità di gestione. “Nelle infrastrutture”, ha sottolineato Renato Ravanelli, “mettersi insieme, fare rete e realizzare economie di scala è fondamentale per essere competitivi: la frammentazione non favorisce mai efficienza e qualità del servizio.” F2i punta a sviluppare le infrastrutture esistenti dopo averle messe a rete, attraverso i suoi investitori che sono soprattutto fondi pensione, assicurazioni, fondazioni bancarie e investitori di lungo termine: per l’AD è importante motivarli, puntando a spiegare che il Paese ha fondamenta solide, e che il debito elevato si contrappone alla ricchezza diffusa di famiglie e imprese.

Nell’intervista, Renato Ravanelli si è espresso anche sull’utility Ascopiave e sul difficile rapporto con i Comuni, definendosi rispettoso delle decisioni che si prenderanno a livello locale ma rafforzando la propria posizione. “È anacronistico pensare che in un settore infrastrutturale ed energetico si possa ancora operare con una prospettiva solida se si è di piccole dimensioni. In tutti i principali Paesi europei le utility sono dei colossi. Il Veneto ha bisogno di un operatore regionale forte”.

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Quercus Assets Selection tra eolico e fotovoltaico: gli ultimi investimenti

Tempo di acquisizioni per Quercus Assets Selection, la società guidata da Diego Biasi e presieduta da Vito Gamberale che si occupa di investimenti infrastrutturali nell’ambito delle rinnovabili. La scorsa settimana il fondo ha inserito nel proprio portafoglio due parchi eolici in Italia per 39 MW complessivi di capacità installata e riguarda Bosco le Piane in Basilicata, il più grande impianto in costruzione in Italia: costituito da tredici turbine eoliche, dovrebbe generare una potenza di 39 MW. Il completamento è previsto per il prossimo 5 settembre.
Quercus Assets Selection ha acquisito il parco dalla società danese European Energy, specializzata nella realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici e in soluzioni per lo stoccaggio di energie rinnovabili di grandi dimensioni.
Sempre nei giorni scorsi è stata annunciata la nascita di ERG Q Solar 1, una Newco creata insieme a ERG con l’obiettivo di consolidare il mercato fotovoltaico italiano. Nel presentarla il Presidente Vito Gamberale ha sottolineato come “in un mercato così specialistico come quello del piccolo solare, la presenza di un team locale come il nostro diventa fondamentale sia nelle negoziazioni che nella gestione post acquisizione“.

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Fabbro Spa: gruppo green capitanato da William Fabbro

Fabbro Spa gruppo green capitanato da William Fabbro

La Fabbro Spa rappresenta un’eccellenza italiana nel settore del Food e del Facility Management. Per un gruppo che gestisce la delicata branca della ristorazione collettiva e socio-sanitaria, è fondamentale sviluppare una forte sensibilità nei confronti di quelli che oggigiorno vengono considerati i requisiti basilari per chi fornisce servizi alle persone, in particolare se si tratta di alimentazione. Consapevole di ciò, William Fabbro, alla guida del gruppo, si è adoperato negli anni per rendere la Fabbro Spa rispondente alle esigenze richieste in ambito nazionale e internazionale, conseguendo numerose certificazioni (qui l’elenco completo) che attestano la qualità della società in ambito aziendale, di sicurezza alimentare, di responsabilità di impresa e di attenzione ambientale. Read more »

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Energia ieri e oggi: l’editoriale del 2007 di Auro Palomba

Auro Palomba

Era il 2007 quando Auro Palomba, all’epoca Direttore Responsabile del periodico bimestrale Fondazione Nord-Est, decise di dedicare il numero di gennaio-febbraio a un tema ancora oggi molto dibattuto a livello internazionale: fonti di approvvigionamento energetico e costi. Già allora nel suo editoriale, il giornalista invitava a riflettere sull’importanza di individuare fonti energetiche alternative al petrolio: “Certamente i costi per noi sono aumentati da una dipendenza quasi totale dal petrolio. Certamente c’è stata poca voglia e pochi incentivi a ricercare le fonti energetiche alternative per diminuire questa dipendenza. Certamente i fornitori di energia hanno conti economici che fanno pensare alla possibilità di una riduzione dei margini a favore dei consumatori, siano essi privati cittadini o aziende“.
Con queste premesse undici anni fa Auro Palomba già sollecitava un repentino cambio di rotta per l’Italia, anche per poter stare al passo con i nostri confinanti: “Un Paese non può permettersi questo divario sfavorevole nei confronti degli altri, perché l’eccessivo costo dell’energia si riflette in tante scelte penalizzanti, dalla spinta a spostare le fabbriche dove i costi sono inferiori fino alla necessità da parte delle famiglie di ridurre i consumi“. Ma il giornalista concludeva l’editoriale lasciando ben sperare per il prossimo futuro: “Ora però è l’Europa a darci la sveglia, e finalmente si intravede la volontà, da parte delle imprese e forse anche dei politici, di aumentare la ricerca e l’utilizzo di fonti rinnovabili, dall’eolico fino alle biomasse“.
Come proseguire? Secondo Auro Palomba promuovendo un’informazione più efficace in materia di energie alternative e l’eliminazione dei vincoli dettati dalla politica: in questo modo l’Italia può presentarsi ai mercati come un Paese “competitivo e moderno”. Oggi, a distanza di undici anni, la consapevolezza dell’opinione pubblica intorno a questo tema è sicuramente aumentata. I principali player del settore hanno infatti intrapreso un percorso verso la continua decarbonizzazione dei sistemi energetici: una transizione sostenuta anche dai più importanti organismi internazionali, particolarmente impegnati nell’arginare i pericoli derivati dai cambiamenti climatici.
Anche la politica prova a guardare in questa direzione, definendo incentivi e agevolazioni a realtà pubbliche e private che orientano le loro strategie sulla sostenibilità energetica. E i costi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sono leggermente calati in pochi anni. Ma non bisogna adagiarsi sugli allori: resta ancora molto da fare per realizzare in pieno quanto Auro Palomba auspicava nel suo editoriale del 2007.

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F2i acquista l’intero portafoglio di impianti a biomassa vegetale del Gruppo Enel e diviene leader nazionale nel comparto

F2i

Già avviati accordi con amministrazioni locali e con Coldiretti per la raccolta di sfalci da lavorazione agricola, pulizia degli alvei dei fiumi e del territorio boschivo.
L’operazione rafforza ulteriormente la presenza di F2i nel settore delle energie rinnovabili nazionali dove già opera in posizione di leadership nelle produzioni elettriche da fonte eolica e solare.

Milano, 28 giugno 2018. F2i SGR, per conto del Secondo Fondo in gestione, ha sottoscritto un accordo con due società del Gruppo ENEL, ENEL Produzione ed ENEL Green Power, che prevede:

  • l’acquisto di due impianti di produzione di energia elettrica da biomasse vegetali, della potenza complessiva di 47 MW elettrici, collocati rispettivamente in Calabria ed in Emilia-Romagna;
  • l’acquisto, al termine del periodo di costruzione (previsto per fine 2018), di ulteriori due impianti della potenza complessiva di 48 MW elettrici, collocati rispettivamente in Sardegna ed in EmiliaRomagna, che si prevede avviino l’attività produttiva entro la fine del 2018;
  • l’acquisizione di un progetto di sviluppo in Lombardia di un quinto impianto, della potenza di 12 MW elettrici, da perfezionarsi al termine dell’iter autorizzativo previsto nel corso del 2019.

Con questa operazione, F2i diviene uno dei principali operatori europei nella produzione di energia elettrica da biomasse vegetali e rafforza la propria presenza nel settore delle energie rinnovabili dove ha già un ruolo di leadership nella produzione da fonte eolica e solare.

L’operazione si colloca nell’ambito della strategia di filiera di F2i nel settore delle energie rinnovabili da biomassa vegetale, già avviata nel 2017 con l’acquisizione di San Marco Bioenergie Spa, società che gestisce a Bando d’Argenta (Ferrara) una centrale di produzione di energia elettrica della potenza di 21 MW elettrici.

Con questa acquisizione F2i intende cogliere efficienze produttive e di approvvigionamento, con la concreta possibilità di generare nel contempo significativi benefici sociali ed ambientali attraverso la valorizzazione e la tutela del patrimonio forestale nazionale, la pulizia degli alvei dei fiumi e il contributo al settore agricolo mediante lo smaltimento dei residui di lavorazione.

F2i infatti, anche attraverso le relazioni già avviate con Coldiretti – con cui sta sviluppando contratti di filiera pluriennali volti a valorizzare territori oramai abbandonati – intende essere partecipe, in ottemperanza alle nuove normative in ambito forestale, di un nuovo sviluppo rurale che miri al
recupero dei terreni collinari incolti divenuti negli ultimi decenni boschi spontanei di scarsa qualità e con un elevato rischio di incendi.

F2i, attenta ai temi ambientali, si rende inoltre disponibile ad affiancare gli enti pubblici e i gestori delle aste e degli alvei fluviali nell’espletamento delle attività di manutenzione, al fine di ridurre i rischi idrogeologici che, a seguito dei cambiamenti climatici che hanno caratterizzato gli ultimi anni, diventano sempre più incombenti.

Per quanto riguarda l’integrazione con il comparto agricolo, F2i si pone l’obiettivo di sviluppare ulteriormente quanto già avviato da San Marco Bioenergie e cioè la valorizzazione energetica dei residui agricoli quali, tra gli altri, gli espianti e le potature degli alberi da frutto a fine ciclo. Si tratta di modello già avviato sul territorio dell’Emilia Romagna che si intende replicare in altre regioni del territorio nazionale anche mediante una forte partnership con il mondo agricolo, sia a livello di organizzazioni centralie che periferico-territoriali.

“La sfida che abbiamo accettato con questa acquisizione” commenta l’AD di F2i Renato Ravanelli, “consiste nel trasformare centri di produzione di energia elettrica in centri di servizio al sistema agricolo e a quegli enti territoriali su cui grava la responsabilità di combattere il degrado del territorio boschivo e fluviale. F2i conferma così la sua missione di Fondo di investimento privato capace di coniugare obiettivi di creazione di valore di lungo termine con proposte industriali aventi ricadute positive sul sistema economico nazionale”.

Il perfezionamento dell’operazione è subordinato, tra l’altro, al nulla osta dell’Autorità Antitrust e potrà avvenire anche mediante l’effettuazione di più closing tra il 2018 e il 2019 al verificarsi delle condizioni contrattualmente concordate tra le Parti.

UniCredit è stato advisor finanziario esclusivo di F2i.

Le banche finanziatrici coinvolte nell’operazione sono state UniCredit, UBI Banca, MPS, Banco BPM e BPER. Lo studio legale che ha seguito F2i è Chiomenti. Gli advisor di mercato e tecnici sono stati rispettivamente Bain&Co e Forni Engineering. Gli Advisor Contabili e Fiscali sono stati KPMG e CBA.

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Luca Valerio Camerano: A2A investe mezzo miliardo nel fotovoltaico

Luca Valerio Camerano

La società capitanata da Luca Valerio Camerano investe nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica per le scuole

l futuro di A2A passa dal solare. Non solo uno slogan, ma una «strategia industriale concreta», assicurano i vertici dell’azienda, visto che sulla partita la multiutility intende investire mezzo miliardo di euro. Una mossa rimarcata a più riprese nell’assemblea degli azionisti andata in scena ieri, al termovalorizzatore di via Malta, anche per vanificare gli interventi di alcuni piccoli azionisti (Roberto Bussi, Cesare Giovanardi) che chiedevano di puntare sulla decarbonizzazione e sulle fonti alternative. «In passato A2A non ha mai investito nelle nuove rinnovabili – ha spiegato il presidente Giovanni Valotti -. Noi, come cda, abbiamo imboccato questa strada con grandissima determinazione».

Numeri. L’assemblea si è aperta con l’illustrazione dei risultati ottenuti in questi anni: raddoppio degli investimenti, utile record (293 milioni nel 2017), titolo al massimo storico. Il dividendo quest’anno ha toccato i 5,8 centesimi ad azione, per la Loggia un maxi assegno da 45,3 milioni. È cambiata la politica industriale, puntando più sull’ambiente, sul recupero di materia dai rifiuti, sull’innovazione. Ora si aprono nuove sfide.

Sole e rinnovabili. Nei mesi scorsi sono già state fatte le prime acquisizioni, una quarantina di impianti sparpagliati dal Trentino alla Puglia per una potenza installata di 54 MW. Ma il piano industriale prevede 511 milioni di investimenti per nuove operazioni, in modo da portare la capacità degli impiantì fotovoltaici di A2A a 270 MW, tre volte la potenza elettrica del termovalorizzatore di Brescia. Per farlo, ha spiegato l’Ad del gruppo Luca Valerio Camerano, «seguiremo due grandi direttrici: acquisizione di impiantì esistenti e nuove installazioni, sia di grande che media taglia». Una «svolta strategica» ha insistito Camerano: «Noi ci crediamo perché vediamo in quest’operazione un grande valore industriale». Sul tavolo c’è il dossier Rete Rinnovabile (Rtr Energy), società indipendente, leader dell’energia solare in Italia con 134 impiantì (8 in Lombardia, nessuno a Brescia) e una capacità installata di 334 MW.

Oggi Rtr è in mano al fondo inglese Terra Firma, pronto a vendere la società, valutata oltre un miliardo. «Potremmo fare un’offerta per il tutto o per una parte degli impiantì – ha spiegato ieri Luca Valerio Camerano -. Quello che vogliamo è avere un ruolo industriale sostanzioso e contenere gli impatti economici e finanziari sull’azienda». Per questo A2A cercherà alleati. «La ricerca di una partnership entrerà nel vivo tra le offerte non vincolanti e quelle vincolanti, in quel momento gli operatori cercheranno dei sodalizi.

Noi cercheremo di consorziarci in modo da distribuire l’impegno». Nelle strategie A2A spazio anche per l’eolico («ma rispetto al fotovoltaico si deve ancora consolidare») e al solare termico: dopo Varese sarà coinvolta anche la centrale Lamarmora di Brescia.

Scuole. A2A ha acquisito Consul System, la più grande azienda italiana (tecnicamente è una Esco) nel campo dell’efficienza energetica. Lo scorso anno è partita la collaborazione con la Loggia per riqualificare due scuole, la media Fermi e la media Marconi, dove sono stati sostituiti oltre 250 vecchi serramenti (operazione progettata e finanziata da A2A Calore e Servizi). Nell’estate 2018 toccherà al liceo De André, alle elementari Battisti e Mameli e alla materna Bettinzoli o Divisione Acqui. Interventi che dovrebbero portare a un risparmio energetico del 20%, migliorando anche isolamento acustico e sicurezza. Ma la collaborazione è solo all’inizio, visto che la Loggia intende mettere mano a tutti (o quasi) i 110 plessi scolastici cittadini e agli edifici pubblici

FONTE: Giornale di Brescia

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