Luca Valerio Camerano

Luca Valerio Camerano: A2A investe mezzo miliardo nel fotovoltaico

Luca Valerio Camerano

La società capitanata da Luca Valerio Camerano investe nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica per le scuole

l futuro di A2A passa dal solare. Non solo uno slogan, ma una «strategia industriale concreta», assicurano i vertici dell’azienda, visto che sulla partita la multiutility intende investire mezzo miliardo di euro. Una mossa rimarcata a più riprese nell’assemblea degli azionisti andata in scena ieri, al termovalorizzatore di via Malta, anche per vanificare gli interventi di alcuni piccoli azionisti (Roberto Bussi, Cesare Giovanardi) che chiedevano di puntare sulla decarbonizzazione e sulle fonti alternative. «In passato A2A non ha mai investito nelle nuove rinnovabili – ha spiegato il presidente Giovanni Valotti -. Noi, come cda, abbiamo imboccato questa strada con grandissima determinazione».

Numeri. L’assemblea si è aperta con l’illustrazione dei risultati ottenuti in questi anni: raddoppio degli investimenti, utile record (293 milioni nel 2017), titolo al massimo storico. Il dividendo quest’anno ha toccato i 5,8 centesimi ad azione, per la Loggia un maxi assegno da 45,3 milioni. È cambiata la politica industriale, puntando più sull’ambiente, sul recupero di materia dai rifiuti, sull’innovazione. Ora si aprono nuove sfide.

Sole e rinnovabili. Nei mesi scorsi sono già state fatte le prime acquisizioni, una quarantina di impianti sparpagliati dal Trentino alla Puglia per una potenza installata di 54 MW. Ma il piano industriale prevede 511 milioni di investimenti per nuove operazioni, in modo da portare la capacità degli impiantì fotovoltaici di A2A a 270 MW, tre volte la potenza elettrica del termovalorizzatore di Brescia. Per farlo, ha spiegato l’Ad del gruppo Luca Valerio Camerano, «seguiremo due grandi direttrici: acquisizione di impiantì esistenti e nuove installazioni, sia di grande che media taglia». Una «svolta strategica» ha insistito Camerano: «Noi ci crediamo perché vediamo in quest’operazione un grande valore industriale». Sul tavolo c’è il dossier Rete Rinnovabile (Rtr Energy), società indipendente, leader dell’energia solare in Italia con 134 impiantì (8 in Lombardia, nessuno a Brescia) e una capacità installata di 334 MW.

Oggi Rtr è in mano al fondo inglese Terra Firma, pronto a vendere la società, valutata oltre un miliardo. «Potremmo fare un’offerta per il tutto o per una parte degli impiantì – ha spiegato ieri Luca Valerio Camerano -. Quello che vogliamo è avere un ruolo industriale sostanzioso e contenere gli impatti economici e finanziari sull’azienda». Per questo A2A cercherà alleati. «La ricerca di una partnership entrerà nel vivo tra le offerte non vincolanti e quelle vincolanti, in quel momento gli operatori cercheranno dei sodalizi.

Noi cercheremo di consorziarci in modo da distribuire l’impegno». Nelle strategie A2A spazio anche per l’eolico («ma rispetto al fotovoltaico si deve ancora consolidare») e al solare termico: dopo Varese sarà coinvolta anche la centrale Lamarmora di Brescia.

Scuole. A2A ha acquisito Consul System, la più grande azienda italiana (tecnicamente è una Esco) nel campo dell’efficienza energetica. Lo scorso anno è partita la collaborazione con la Loggia per riqualificare due scuole, la media Fermi e la media Marconi, dove sono stati sostituiti oltre 250 vecchi serramenti (operazione progettata e finanziata da A2A Calore e Servizi). Nell’estate 2018 toccherà al liceo De André, alle elementari Battisti e Mameli e alla materna Bettinzoli o Divisione Acqui. Interventi che dovrebbero portare a un risparmio energetico del 20%, migliorando anche isolamento acustico e sicurezza. Ma la collaborazione è solo all’inizio, visto che la Loggia intende mettere mano a tutti (o quasi) i 110 plessi scolastici cittadini e agli edifici pubblici

FONTE: Giornale di Brescia

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Luca Valerio Camerano: A2a, parte il piano green

Luca Valerio Camerano

Luca Valerio Camerano guida la partenza del piano green di A2a: a Lamarmora solare al posto del carbone

Non c’è solo il recupero di materia. Il piano industriale di A2A prevede investimenti sul Termovalorizzatore e sulla centrale di Lamarmora. «Una poli-dea green che vede Brescia protagonista», spiega l’Ad del gruppo Valerio Camerano. Sull’impianto di via Malta saranno investiti 60 milioni di euro per il trattamento dei fumi, operazione che avrà un doppio effetto: dimezzerà le emissioni di ossidi di azoto, già oggi ben al di sotto dei limiti di legge, e consentirà di recuperare energia termica per il teleriscaldamento. «Contiamo di ottenere i permessi nell’arco di sei mesi e avviare i lavori a inizio 2019» spiega Camerano. I cantieri dureranno 18-24 mesi. A quel punto verrà recuperata sufficiente energia (45 Mw termici) per eliminare anche l’ultima caldaia policombustibile di Lamarmora, dove viene ancora usato il carbone. Negli ultimi due anni, a Lamarmora, sono già stati investiti 50 milioni per eliminare due vecchi gruppi di generazione e installare tre nuove caldaie a gas. Ora toccherà anche al terzo gruppo. L’obiettivo è eliminare completamente il carbone entro il 2022 e, al suo posto, installare un impianto solare termico. Così la centrale diventerà totalmente green (gas e sole). Ecco perché il sindaco Emilio Del Bono ironizza sulle richieste di Paola Vilardi, che chiede una riconversione di Lamarmora: «Chiede una cosa che è già da tempo nel piano industriale di A2A, secondo i nostri indirizzi».

A Lamarmora e alla Centrale Nord saranno poi realizzati due accumulatori di calore, in grado di conservare l’acqua calda riscaldata di notte (dal TU e dalle acciaierie) così da rilasciarla quando serve, la mattina. Dopo l’Ori Martin, anche il calore dell’Alfa Acciai potrebbe presto non essere disperso ma servire per alimentare la rete del teleriscaldamento. «Abbiamo individuato la soluzione, oggi non ci sono più ostacoli tecnici» spiega Luca Valerio Camerano.

Tutte misure concrete, spiega il sindaco Del Bono, che «ci dicono come si possa andare verso una diversificazione delle fonti di calore del teleriscaldamento, senza demagogia o scelte frettolose, così da riequilibrare i conferimenti al termovalorizzatore». Fino alla chiusura della terza linea.

FONTE: Giornale di Brescia

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Luca Valerio Camerano: A2A vara il piano green

Luca Valerio Camerano

Dopo l’Ori Martin, la società amministrata da Luca Valerio Camerano punta su nuovi progetti green

In A2A non hanno mai avuto dubbi: oggi come oggi il termo-valorizzatore resta «un pilastro dell’economia circolare», come lo ha definito l’Ad del gruppo Luca Valerio Camerano, «lo strumento ambientalmente più sostenibile per garantire luce e calore alla città». Non per questo la società ha smesso di cercare fonti alternative. Anzi. Il piano industriale che sarà approvato nelle prossime settimane indica almeno quattro filoni di ricerca, nel segno della svolta green più volte indicata dalla società: calore dalle acciaierie, solare termico, accumulatori, pompe di calore a Verziano. Tutte misure, ha già spiegato Luca Valerio Camerano, che valgono 150-200 Gwh termici l’anno, un quarto di quanto «vale» il Tu: risorse che potranno intaccare la quota di fonti fossili oggi utilizzata dall’azienda, più difficile ridimensionare l’uso del termo utilizzatore dove negli ultimi anni si sono investiti 250 milioni e sul quale si sta studiando il recupero dei fumi.

La società capitanata da Luca Valerio Camerano ha lanciato un piano di decarbonizzazione, l’altra faccia dell’economia circolare, per ridurre le emissioni e tagliare l’uso di gas e carbone negli impianti del teleriscaldamento. A Lamarmora, per esempio, sono stati investiti 50 milioni per installare nuovi filtri, installare nuove caldaie a gas e smantellare due gruppi di cogenerazione. Resta il terzo gruppo, dove si continua a bruciare carbone, pur con prestazioni ambientali all’avanguardia.

Siderurgica. Il fronte aperto più ambizioso è quello del recupero del calore delle acciaierie. Un progetto già concretizzato con l’Ori Martin, dove i fumi della produzione vengono sfruttati per scaldare 2mila case bresciane. Il principio è semplice: invece di disperdere il calore del forno elettrico quei vapori vengono sfruttati per produrre energia termica ed elettrica. Ma tavoli aperti ci sono anche con altre acciaierie, a partire dall’Alfa Acciai, come ha ricordato ieri il sindaco Emilio Del Bono. L’obiettivo di A2A è coinvolgere cinque impianti ma servirà tempo per affinare una «condivisione» tecnologica ed economica dei progetti.

Serbatoi. Sono invece in rampa di lancio i nuovi accumulatori d’energia, in sostanza grandi serbatoi dove viene immagazzinata l’acqua calda che non serve subito alla rete. Così il «calore» prodotto durante la notte non viene disperso ma utilizzato la mattina per coprire i picchi di richiesta. Oggi a Lamarmora ci sono già due accumulatori ma A2A Calore e Servizi ha già presentato domanda per realizzarne un altro all’interno del perimetro della Centrale mentre altri due saranno realizzati nel perimetro della Centrale Nord.

Solare. A Lamarmora verranno stesi mille mq di pannelli per il solare termico, sulla scorta di quanto l’azienda ha realizzato a Varese. Si parte con un piccolo impianto che dovrebbe garantire 1 Gwh l’anno.

Depuratore. L’azienda a guida di Luca Valerio Camerano è trai 15 partner del progetto europeo per studiare la possibile riduzione della temperatura dell’acqua da immettere nella rete del teleriscaldamento. Se lo studio darà frutto sarà possibile coinvolgere fonti di calore più fredde rispetto alle caldaie di Lamarmora o al Tu, compresa l’acqua calda del depuratore di Verziano recuperata all’interno della rete attraverso pompe di calore. È inoltre stato avviato uno studio per un impianto di cogenerazione che consentirà di autoprodurre energia elettrica e calore da un motore alimentato dal biogas prodotto dai fanghi del depuratore.

FONTE: Giornale di Brescia
AUTORE: Davide Bacca

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