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Giornata Mondiale del Riciclo: Conai pubblica i dati italiani

Il 18 marzo è la Giornata Mondiale del Riciclo. La ricorrenza è stata istituita nel 2018 dalla Global Recycling Foundation con lo scopo di mettere il pianeta al primo posto promuovendo il riciclaggio e sensibilizzando i cittadini in tutto il mondo. È importante che governi, imprese, comunità e individui cambino mentalità e possano finalmente considerare i materiali riciclabili come risorse utili.  

Il recupero e il riutilizzo dei materiali di scarto non solo riduce il numero di rifiuti presenti nelle discariche, ma limita anche le emissioni prodotte dalla produzione di nuovi materiali. Il riciclaggio collabora alla tutela delle risorse naturali ed è ormai diventato un elemento fondamentale dell’economia circolare, i materiali riciclabili permettono di risparmiare più di 700 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno.  

Ma come si destreggia il nostro Paese? L’emergenza sanitaria ha avuto effetti pesanti sulla filiera del riciclo dei rifiuti, infatti lo stop ai settori economici che utilizzano i materiali riciclati ha mandato in tilt gli impianti di riciclaggio causando difficoltà nei depositi. Conai, in occasione della Giornata del Riciclo, ha pubblicato i dati relativi al 2020. Nonostante le confezioni presenti sul mercato italiano siano diminuite di circa il 7%, ovvero 1 milione di tonnellate di imballaggi in meno a causa della diminuzione dei consumi, il loro riciclo ha fatto registrare una crescita dell’1%. Le stime confermano che nel 2020 gli italiani hanno riciclato il 71% del packaging, rispetto al 70% del 2019, vale a dire che lo scorso anno sono stati riciclati 9 milioni di tonnellate di imballaggi.  

“Limmesso al consumo è diminuito nel 2020, soprattutto per il venir meno dei pack destinati ai settori commerciali e industriali”, ha dichiarato il presidente del Consorzio Nazionale Imballaggi Luca Ruini. “Sono ovviamente calati i conferimenti dal circuito di hotel, bar e ristoranti. Ma, grazie alla crescita della raccolta differenziata urbana, stimiamo che la contrazione delle quantità complessive avviate a riciclo sia più contenuta. Il riciclo dei rifiuti di imballaggio di origine domestica, quindi, ci ha permesso di superare il 70% del 2019: dovremmo aver messo a segno un 71% di riciclo totale, anche in un anno così difficile”. 

Conai ha diffuso i dati, sicuramente positivi, non solo per quanto riguarda il riciclo, ma anche relativi al sondaggio “Packaging sicuro e sostenibile: le percezioni” in collaborazione con l’Osservatorio Waste Watcher International (Last Minute Market/DISTAL Università di Bologna) e con il supporto di Ipsos. L’indagine offre la visione dei consumatori italiani nei confronti del packaging. Il 71% pensa che un prodotto sia sostenibile se il suo imballaggio è riciclabile o se è creato con materiale riciclato (circa il 69%).Se una confezione non è riciclabile 1 italiano su 4, il 25%, ha dichiarato di acquistarlo comunque; il47%lo acquisterebbe controvoglia; il 22% ha affermato di cambiare prodotto scegliendone uno dal packaging riciclato o riciclabile; e infine 1 italiano su 20, circa il 5%, non lo acquisterebbe e ne sconsiglierebbe l’uso ai suoi conoscenti. 

Insomma, la pandemia non ha fermato il sistema di riciclaggio. Conai si aspetta miglioramenti anche per il 2021 e secondo le prospettive si potrebbero raggiungere i 9 milioni e mezzo di tonnellate di imballaggi riciclati entro la fine dell’anno.  

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