- Ambiente

L’intervista a Rex Weyler in occasione del 50° anniversario di Greenpeace

Sono passati 50 anni da quando l’organizzazione non governativa ambientalista venne fondata a Vancouver nel 1971. Lo scrittore e attivista Rex Weyler è stato il primo direttore della Greenpeace Foundation, editore della prima newsletter firmata Greenpeace, nonché fondatore di Greenpeace International (1979). Per celebrare i 50 anni dell’organizzazione, Greenpeace ha deciso di pubblicare sul proprio sito alcune delle domande che attivisti di tutto il mondo hanno indirizzato a Rex Weyler, e le relative risposte. 

Lo scrittore racconta di essere sempre stato un amante della natura, fin da bambino, grazie probabilmente al fatto di essere cresciuto in un ambiente ricco di elementi naturali quali foreste, fiumi, oceano. Già da giovanissimo ha iniziato a capire che qualcosa non andava: ecosistemi incontaminati che venivano distrutti per fare spazio a centri commerciali, foreste che prendevano fuoco a causa dell’inquinamento. Da allora ha inizio la sua lotta alla crisi climatica. Rex confessa poi l’idea di trasformare Greenpeace in un’organizzazione mondiale ci è sempre stata, fin dall’inizio, anche se in realtà ci si aspettava più un movimento globale piuttosto che una vera e propria organizzazione. Lo scopo era quello di risvegliare quante più persone affinché si attivassero per difendere la biodiversità e gli ecosistemi più a rischio. Dato l’enorme riscontro ottenuto in diversi Paesi, a un certo punto si è resa necessaria la creazione di “una struttura globale” che riuscisse a “comunicare in modo chiaro” le loro attività. Per questo motivo nel 1979 viene fondata Greenpeace International. 

Una delle prime iniziative ad avere una grande risonanza mediatica fu la caccia ai balenieri, le cui foto fecero il giro del mondo. Weyer ricorda la spedizione del 1975 anche come una delle più rischiose della sua vita. “La volta in cui mi sono sentito più a rischio – confessa lo scrittore – è stato quando, nel 1975, ci siamo interposti con i nostri Zodiac tra le balene e le baleniere. Nei due anni precedenti in cui avevamo organizzato la campagna, e nei due mesi trascorsi in mare alla ricerca delle flotte baleniere, non avevo mai realmente pensato alle conseguenze. Ma quando mi sono trovato a prua dello Zodiac, con le balene davanti a noi e gli arpioni della baleniera dietro, mi sono reso conto che se fossimo stati colpiti da uno di questi arpioni esplosivi da 200 libbre saremmo morti all’istante. In quel momento ho avuto un brivido di paura, ma non avevo altre alternative che restare al mio posto. Questo rimane il momento più spaventoso nella mia esperienza con Greenpeace”.

Alla domanda “cosa faresti oggi per cambiare davvero le cose?”, Rex Weyer risponde che “per ottenere un vero cambiamento sociale, bisogna essere creativi e fare qualcosa che sorprenda”. Secondo lo scrittore, “quando i gruppi ambientalisti fanno quel che tutti si aspettano da loro, nulla cambia”. Portando l’esempio del riscaldamento globale, suggerisce di “non fare la mossa più prevedibile”, partecipando alla prossima conferenza sul clima, la 34esima dal 1979. D’altronde, Weyer sottolinea come “tutte queste conferenze” non abbiano mai “ottenuto niente di significativo”. Infine il suo appello: “Basta avallare queste sciocchezze. Boicottatele! Organizzate i gruppi ecologisti per un boicottaggio collettivo e spiegate i motivi alle persone. Organizzate delle contro-riunioni regionali e su internet. Denunciate le false e vane promesse dei governi. Andate piuttosto in tutte le principali città costiere della Terra e disegnate sugli edifici il futuro livello del mare dopo la fusione dei ghiacci dell’Antartide e della Groenlandia. Offrite alle persone una nuova prospettiva, non la solita routine fallimentare”.

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