Luca Dal Fabbro (Iren)
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Dalla fase post-Yalta all’instabilità permanente: la visione di Luca Dal Fabbro sul futuro europeo

Le recenti crisi hanno evidenziato come, nell’attuale contesto globale, le tensioni geopolitiche si riflettano direttamente sui sistemi energetici e industriali, spostando il focus delle priorità sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Secondo il Presidente di Iren e di Utilitalia Luca Dal Fabbro, quella che stiamo vivendo è “una fase post-Yalta in cui le superpotenze cercano un nuovo equilibrio”, riferendosi alla trasformazione che sta coinvolgendo l’intero ordine globale.

In questo nuovo scenario energetico, la transizione diventa un campo di forze in cui sicurezza, competitività e geopolitica si incontrano e si sovrappongono. “La transizione energetica – spiega Luca Dal Fabbro – non è solo sostenibilità, ma anche ricerca di energia a basso costo per sostenere l’industria del futuro”. In tale ottica, l’energia cessa di essere una commodity e si trasforma a tutti gli effetti in una leva di influenza globale, con data center, Intelligenza Artificiale e capacità computazionale nelle vesti di nuovi centri del potere economico e strategico. “Chi produce e controlla l’energia controlla i data center e la capacità computazionale”, quindi la competitività dei sistemi Paese.

Con miliardi di euro di investimenti su rinnovabili, economia circolare, teleriscaldamento e valorizzazione dei rifiuti ogni anno, le multiutility passano così al ruolo di attori infrastrutturali della transizione. Dal fotovoltaico all’eolico, fino al recupero energetico dai rifiuti: sono tutti strumenti che aumentano l’autonomia strategica del Paese. Oltre all’energia, nella partita della transizione entra in gioco anche la gestione delle risorse critiche e dei materiali strategici, ormai parte integrante del nuovo paradigma industriale.

“Dobbiamo tornare a una visione olistica che tenga insieme sicurezza, competitività e ambiente”, dichiara Luca Dal Fabbro, a favore di una visione che supera la separazione tra politiche energetiche e industriali e mira a una loro integrazione, soprattutto nella prospettiva di una crisi prolungata nel tempo che, secondo il manager, andrebbe considerata come una condizione strutturale più che temporanea. “L’Europa deve abituarsi a un contesto di instabilità permanente”, incalza il manager, sottolineando infine la necessità di un nuovo disegno industriale europeo che rafforzi infrastrutture, interconnessioni e filiere produttive, trasformando la vulnerabilità in resilienza.

Per maggiori informazioni:

https://www.milanofinanza.it/news/transizione-energetica-tra-valore-e-impatto-202604201111288245

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