Luca Dal Fabbro
- Sviluppo Sostenibile

Luca Dal Fabbro (Iren): le tre transizioni che ridisegnano geopolitica, industria e ambiente

Deglobalizzazione, decarbonizzazione e digitalizzazione. Sono le “tre D” che, secondo Luca Dal Fabbro, stanno ridefinendo gli equilibri globali e imponendo una profonda trasformazione ai sistemi industriali ed economici. Il Presidente di Iren e di Utilitalia le analizza nel suo libro “Progettare il futuro”, delineando uno scenario in cui sicurezza energetica, resilienza economica e sostenibilità ambientale diventano priorità strategiche.

L’umanità, spiega il Presidente, è entrata nella quarta grande transizione energetica, quella che punta a ridurre l’uso dei combustibili fossili e ad accelerare sulle rinnovabili. Si tratta di una svolta tecnologica e di un cambiamento geopolitico profondo. Il controllo delle fonti energetiche, delle materie prime critiche e delle tecnologie digitali incide infatti sugli equilibri di potere tra Stati e blocchi economici. L’accesso alle risorse, dall’acqua ai metalli strategici, diventa quindi un fattore determinante per la competitività industriale e per la sicurezza nazionale. Senza queste risorse, sottolinea Luca Dal Fabbro, non può esserci una vera trasformazione hi-tech né una crescita sostenibile delle città e dei territori.

La prima “D” è la deglobalizzazione. Il mondo sta attraversando una fase di frammentazione in cui si confrontano il blocco atlantico e l’area dei Paesi BRICS. Un equilibrio ancora instabile, segnato dalla competizione per risorse, tecnologie e leadership. “Siamo in una fase di deleadership globale”, osserva il Presidente, richiamando le dinamiche descritte da Tucidide: in assenza di un ordine condiviso, i forti tendono a imporre le proprie regole, mentre i più deboli subiscono. “In questo contesto – aggiunge – occorre proteggere i sistemi industriali ed economici. E bisogna trovare il giusto compromesso tra sicurezza, competitività e ambiente”.

La seconda “D” è la decarbonizzazione, cioè la trasformazione dei modelli economici per ridurre le emissioni climalteranti e raggiungere la neutralità climatica, in linea con gli Accordi di Parigi. L’obiettivo è contenere l’aumento delle temperature globali entro i 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. La transizione verde è però oggi una questione anche industriale: richiede investimenti, innovazione e una chiara strategia nazionale su quali filiere sviluppare e rafforzare.

La terza “D”, invece, è la digitalizzazione. Tecnologie come 5G e Intelligenza Artificiale rappresentano un acceleratore di competitività, ma comportano anche nuove vulnerabilità, in particolare sul fronte della cybersicurezza. L’integrazione tra transizione energetica e rivoluzione digitale è ormai strutturale: reti intelligenti, gestione dei dati e automazione sono pilastri del nuovo sistema produttivo.

Nel suo libro Luca Dal Fabbro utilizza una metafora efficace per descrivere la posizione italiana nello scenario globale: oggi il Paese sarebbe “erbivoro”, cioè un grande mercato esposto alla competizione internazionale, ma non leader nei settori chiave come web, automotive o intelligenza artificiale. La sfida è scegliere le “battaglie” da vincere, concentrando risorse e competenze su ambiti in cui l’Italia può realmente primeggiare. Tra questi, emerge l’economia circolare. L’industria della rigenerazione e del recupero dei materiali, secondo il Presidente di Iren, rappresenta infatti un punto di forza su cui costruire resilienza e autonomia.

Un esempio concreto arriva da Terranuova Bracciolini, in Valdarno, dove Iren ha avviato il primo impianto europeo per il trattamento delle schede elettroniche provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Un modello di economia circolare a filiera corta che consente di recuperare metalli preziosi come oro, argento, palladio e rame da cellulari, televisori ed elettrodomestici. A regime, l’impianto potrà trattare oltre 300 tonnellate di schede elettroniche l’anno, recuperando oro, argento e rame. “È una tecnologia del futuro – conclude Luca Dal Fabbro – e con una decina di questi impianti produrremo un decimo di quello che serve in Italia”.

Per maggiori informazioni:

https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/moltofuturo/futuro_energia_luca_dal_fabbro_iren-9127003.html

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