Per “un Paese strutturalmente conservatore” come l’Italia diversificare le rotte di approvvigionamento del gas è fondamentale: l’Amministratore Delegato di Snam Agostino Scornajenchi lo ha ribadito anche nel corso dell’Annual Meeting di Baker Hughes in programma a Firenze lo scorso 29 gennaio. “Dobbiamo sempre avere attenzione ai fornitori, non l’abbiamo avuta quando importavamo il gas soltanto dalla Russia, adesso dobbiamo averla. Noi siamo un Paese che produce gas e produce energia solo per un ammontare molto limitato. L’energia che si fa in Italia è poca, la si fa prevalentemente con l’idroelettrico, un po’ con le rinnovabili, c’è un po’ di gas estratto in Italia, il resto è tutta energia importata, anche l’energia elettrica che produciamo in Italia è fatta con gas importato”: parole che riflettono una vision strategica improntata su pragmatismo e lungimiranza, peculiarità indispensabili per Scornajenchi a fronte delle sfide sempre più ambiziose che le grandi realtà come Snam sono chiamate ad affrontare nello scenario energetico attuale ma proiettando lo sguardo al futuro. Basti pensare agli investimenti sul fronte dell’Lng che, come ha spiegato l’AD, non rispondono a un bisogno di breve termine: “È una necessità che ci accompagnerà per gli anni a venire anche perché il gas è una parte importante, importantissima del mix energetico nazionale”.
Agostino Scornajenchi ha posto l’attenzione anche sul gap di competitività legato ai costi energetici che il nostro Paese sconta rispetto ad altri: “Il nostro ruolo è quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più efficiente e sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”. L’AD di Snam ha quindi spiegato che “l’80% dell’energia del mondo è fatta con il fossile, lo stesso vale anche per l’Italia”: in questo contesto “che, peraltro, vede la crescita dei consumi anche legata a nuovi dispositivi tecnologici” il gas risulta indispensabile “per gestire efficacemente questo mix”. E anche qui riemerge il realismo che permea la vision strategica dell’AD: “Si parla molto di data center, si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”. E allora in quale direzione andare? Per Scornajenchi “ancora una volta la soluzione non è apodittica, tutto da una parte o tutto dall’altra: la soluzione sarà un’integrazione dei diversi vettori. Il gas è un vettore di fondamentale importanza, l’Lng all’interno del mix di gas è un vettore di fondamentale importanza”, ha concluso l’AD.





