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Nestlé Italia: -20% di emissioni e la sfida Net Zero 2050

l traguardo è ambizioso ma i numeri parlano chiaro: Nestlé ha già abbattuto le proprie emissioni nette di oltre il 20% rispetto ai livelli del 2018. Questo risultato non è un evento isolato, ma il frutto di una Net Zero Roadmap che punta alla neutralità carbonica totale entro il 2050. Per la multinazionale, la sostenibilità ha smesso di essere un orpello estetico per diventare il motore del business. Marta Schiraldi, a capo della sostenibilità per Italia e Malta, definisce questo approccio come la creazione di un “valore condiviso” che trascende i confini aziendali. Un esempio lampante è il progetto Recap: un’alleanza d’eccezione tra competitor (Nestlé, illycaffè, Essse Caffè e Caffè Borbone) nata per risolvere il problema del riciclo delle capsule in plastica. Questa iniziativa dimostra che, davanti all’urgenza ecologica, l’unione delle competenze conta più della quota di mercato. Sul fronte agricolo, il colosso punta a rigenerare la terra: entro il 2030, metà degli ingredienti chiave arriverà da coltivazioni rigenerative, sostenute da progetti come Lens nel Triveneto, che offre agli agricoltori consulenza e supporto economico per una transizione produttiva reale.

L’impatto di questa visione si riflette anche in una governance interna rivoluzionaria. Nestlé Italia ha infatti istituito l’ESG Functional Board, un tavolo interfunzionale che trasforma le direttive globali in azioni locali concrete, un modello di gestione partecipativa lodato persino dal Global Compact delle Nazioni Unite. La strategia si poggia sul pilastro Good Food, Good Life, declinandosi in azioni che vanno dal benessere sociale (come le politiche di flessibilità lavorativa e il supporto alla genitorialità analizzati nello studio Il nido che condividiamo) all’educazione delle nuove generazioni con strumenti come il Nutripiatto. Anche la produzione e la logistica sono state ridisegnate: dall’eco-design del packaging, che riduce la plastica vergine, all’uso di veicoli elettrici, fino all’incubazione di startup innovative come Terra Next. Come sottolineato da Schiraldi, la sostenibilità richiede oggi una leadership diffusa e la capacità di rinunciare all’autosufficienza: “La sostenibilità non può essere perseguita in solitaria: serve una visione condivisa e la volontà di apprendere continuamente”.

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