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Caterina Damiano: la sostenibilità come eredità e strategia

Nel panorama dell’agroalimentare italiano, Damiano rappresenta un caso emblematico di impresa che ha saputo trasformare la sostenibilità in un pilastro identitario e competitivo. Nata nel cuore della Sicilia negli anni Sessanta con una scelta allora pionieristica (coltivare frutta secca con metodi biologici, senza l’uso di agenti chimici) l’azienda ha anticipato di decenni temi oggi centrali nell’agenda Esg: filiere corte, energie rinnovabili, economia circolare, welfare aziendale.

A raccontare questo percorso è Caterina Damiano, Sustainability Manager e rappresentante della nuova generazione della famiglia fondatrice. Oltre a guidare le strategie ambientali e sociali, ricopre anche il ruolo di Sales Manager, gestendo un portafoglio clienti B2B e B2C nei mercati di Italia, Francia, Regno Unito e Nord Europa. “Possiamo dire di essere stati sostenibili prima ancora che la parola diventasse di uso comune – spiega – Per noi significa garantire continuità nel tempo, con un impatto positivo su ambiente, società ed economia. Un’azienda che depaupera le risorse o perde la fiducia del territorio non ha futuro”.

In un contesto in cui molte imprese percepiscono le normative ambientali come un peso, Damiano ha scelto un approccio opposto: anticipare il cambiamento. L’azienda rinnova annualmente le certificazioni di prodotto e di processo, inclusa la certificazione B Corp, integrando la sostenibilità nella governance e nei processi decisionali. “La differenza la fa l’approccio – sottolinea Caterina Damiano – Se la sostenibilità è vista come un adempimento burocratico, diventa un ostacolo. Se invece la si studia e la si integra nella strategia, diventa leva di innovazione e crescita”. Damiano gestisce direttamente oltre 200 ettari di mandorleti e noccioleti in Sicilia. La filiera corta è l’elemento che, secondo l’azienda, genera l’impatto più significativo: controllo totale su qualità, tracciabilità e pratiche agronomiche, riduzione dei trasporti e rafforzamento del legame con il territorio.

Parallelamente, l’integrazione di fasi chiave come la sgusciatura all’interno dello stabilimento ha migliorato la flessibilità produttiva e ridotto ulteriormente le emissioni legate ai trasporti esterni.

Sul fronte ambientale, l’azienda ha fissato obiettivi misurabili. Nel 2024 oltre il 30% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili, con un target di medio termine superiore al 60%. Nuovi impianti fotovoltaici installati presso la sede di Torrenova hanno rafforzato l’autosufficienza energetica. Un altro tassello chiave è la gestione circolare degli scarti: i gusci di mandorle e nocciole vengono rivenduti come biocombustibili, trasformando un sottoprodotto in risorsa. Indicatori come consumo idrico e produzione di rifiuti per tonnellata di prodotto finito vengono monitorati e rendicontati annualmente nella Relazione di impatto, in quanto Società Benefit. L’approccio sostenibile di Damiano non si limita all’ambiente. Nel 2024 l’azienda ha erogato oltre 1.000 ore di formazione, di cui 129,5 su base volontaria. Il 100% dei dipendenti è coperto da contrattazione collettiva e la quasi totalità ha un contratto a tempo indeterminato. Attraverso la Fondazione Damiano, vengono inoltre supportati lavoratori e famiglie in caso di necessità.

Per le materie prime più sensibili, come cacao e zucchero, l’azienda si affida esclusivamente a ingredienti certificati Fair Trade, rafforzando una filiera etica anche oltre i confini nazionali. Nel 2025 Damiano ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere e ha aderito al programma Target Gender Equality dell’UN Global Compact, definendo piani d’azione con Kpi chiari e coinvolgendo diverse funzioni aziendali. Segnali concreti di un impegno che si traduce anche in iniziative simboliche e di sensibilizzazione contro la violenza di genere.

Sul mercato internazionale, Damiano compete non sul prezzo ma sulla qualità: tracciabilità totale, controlli avanzati, puntualità nelle consegne e standard spesso superiori a quelli normativi. L’azienda dispone di un laboratorio analisi interno che esegue anche test non obbligatori, offrendo garanzie aggiuntive soprattutto ai clienti B2B e alla Gdo estera. “Non siamo mai scesi a compromessi per abbassare i prezzi – afferma la manager – La nostra competitività si fonda sull’affidabilità e sull’eccellenza”. Per chi oggi si occupa di Esg in azienda, la competenza chiave è la visione sistemica: comprendere l’interconnessione tra ambiente, società ed economia e tradurla in azioni concrete e misurabili. Ma serve anche capacità di dialogo, pazienza e determinazione.

La sostenibilità non deve essere scollegata dal business – conclude Caterina DamianoSe lo è, diventa una complicazione. Se invece è integrata nella strategia, è l’unica strada possibile per costruire valore duraturo”.